Il Giardino della Comunicazione

Intervento di Gruppo

Le piante in un giardino funzionano esattamente come gli elementi di un gruppo. Se guardiamo alla vita della singola pianta, questa è stanziale, radicata e non si sposta. Ma in realtà si muove, anche se non si sposta perché nel caso delle piante dobbiamo guardare in termini di comunità. Nel mondo vegetale infatti non esiste il puro individuo, come concetto, ma solo in relazione ad altri individui. Le radici si muovono, alla ricerca di nutrimento migliore per crescere, fiorire ed espandersi.

Esiste un fenomeno conosciuto come «la timidezza delle chiome» che descrive come le chiome degli alberi comunicano una reciproca presenza e si accordano per un’equa spartizione di aria e luce, lasciando un piccolo intervallo libero tra le foglie.

Un giardino è come se fosse un organismo unico. Cioè non costituito da tanti individui ma da una rete di piante che sono connesse le une con le altre. Possono essere direttamente connesse, attraverso le radici, a centinaia di piante vicine.

Il mutuo appoggio sta nel fatto che attraverso queste radici le piante si scambiano informazioni sullo stato dell’ambiente, e si scambiano nutrienti, acqua. Le piante hanno sviluppato un modo di sopravvivenza peculiare e differente da quello degli animali. 

Prendendo tutto ciò di cui hanno bisogno dalla luce del sole, non hanno necessità di sopraffare per vivere, le piante hanno la necessità di unirsi agli altri per esistere. 

Per questo hanno sviluppato il “mutuo appoggio” non soltanto con le altre piante, ma anche con tutti gli altri esseri viventi. Le piante hanno mutui appoggi con i batteri, con i funghi, con gli insetti, con gli animali superiori, anche con noi, ovviamente.

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